Corpo funzionale o corpo da fitness? Perché scegliere fa la differenza
Il paradosso del fitness moderno: tra estetica ed effettiva capacità motoria
Negli ultimi anni, l’ossessione per il corpo “in forma” è ovunque: sui social, nelle pubblicità, nelle palestre, in spiaggia, allo specchio...
Ma cosa intendiamo davvero per “essere in forma”?
- Avere un corpo che appare e attira lo sguardo?
- Oppure avere un corpo funzionale, capace di rispondere alle nostre esigenze e di muoversi in maniera efficiente, fluida e adattabile?
Anche se il risultato estetico può sembrare simile (agli occhi di chi non osserva con attenzione), la differenza è sostanziale. Il percorso che porta a sviluppare un corpo funzionale è profondamente diverso da quello che modella un corpo da fitness estetico. Questa differenza si riflette nella qualità del movimento, nella libertà articolare, nella coordinazione, nella postura e nella salute a lungo termine.
Perché il corpo "fit" non è sinonimo di corpo funzionale
L’approccio dominante nel fitness si concentra sull’apparenza. Si lavora su parti isolate del corpo (cosce, glutei, addominali, braccia...) spesso per aderire a standard estetici distanti dalle reali necessità motorie quotidiane. Chi conosce davvero il movimento consapevole e la funzionalità corporea non si lascia ingannare. Come si dice nel mondo dello sport: "You can fool the fans, not the players." (Puoi ingannare i fan, non i giocatori.)
Muscoli troppo gonfi, in perenne contrazione, non migliorano le capacità motorie: limitano la mobilità, creano tensioni strutturali croniche e alterano postura ed equilibrio corporeo. La forma del corpo (ossa, tendini, fascia, legamenti) cambia sempre in risposta alle tensioni muscolari — spesso in modo disfunzionale se l’attività non considera la struttura.
Le contraddizioni del fitness: tra estetica e reale abilità
Le palestre sono piene di iscritti... che non vanno mai. È un fatto noto: molte catene di palestre basano i loro guadagni su abbonamenti che non verranno mai sfruttati davvero. Chi invece frequenta regolarmente spesso suda su macchine progettate per simulare movimenti "naturali" — come la macchina per fare le scale — salvo poi usare l’ascensore anche per scendere un piano. C’è chi solleva quintali in palestra ma si fa consegnare l’acqua a casa perché “troppo pesante”. E tutto questo viene venduto come "benessere fisico" e "stile di vita sano".
Ma dov’è la funzionalità reale? L'applicazione dei risultati di tutti quegli esercizi nella vita di tutti i giorni? Dove sono mobilità, adattabilità, coordinazione?
Muscoli forti ma senza funzionalità
Le forme che oggi definiamo "atletiche" sono spesso il risultato di esercizi isolati e ripetitivi di potenziamento muscolare, disconnessi da un reale contesto motorio. Non sviluppano né una vera abilità motoria, né un corpo capace di affrontare le esigenze della vita quotidiana (che però, essendo colma di agi e comfort, non ce lo fa notare – se dovessimo ancora andare al fiume a prendere l’acqua, il fitness non andrebbe così di moda).
Come dice Ido Portal: "Il corpo diventa bravo a fare quello che fai o non fai. Se non ti muovi, il tuo corpo diventerà bravo a non muoversi. Se ti muovi, il tuo corpo ti permetterà sempre più movimento".
Se ti muovi in modo naturale, variato, organico, tutto il sistema muscolare si sviluppa in modo integrato e intelligente, al servizio della struttura. Se invece alleni solo certi gruppi muscolari per fini estetici, trascurando l'unità del corpo, costruisci una gabbia rigida: forte ed incapace. Basta pensare ai bodybuilder che non riescono a grattarsi la schiena o agli addominali sempre contratti che limitano il respiro e costringono la schiena a un superlavoro anche solo per restare eretti.
Come sviluppare un sistema funzionale e armonico
Un corpo funzionale non è un corpo sempre in tensione, ma un corpo capace di alternare forza e rilascio, azione e riposo, tono e morbidezza. È un corpo che risponde al movimento e si adatta per lasciarlo fluire, non che lo blocca. È un corpo che si muove, che sente, che vive.
E alla fine, anche l’occhio lo riconosce: un corpo bello non è necessariamente un corpo capace... ma un corpo capace — presente, organico, vivo — è sempre bello.
La scelta che fa la differenza: l'importante è essere consapevoli
"Se sai quello che fai, puoi fare quello che vuoi" - Moshe Feldenkrais
In conclusione, l’obiettivo di queste riflessioni non è certo screditare il mondo del fitness o "tirare acqua al nostro mulino". Al contrario, è un invito a fare chiarezza, a portare consapevolezza nel proprio modo di vivere il corpo ogni giorno. Se il tuo desiderio è semplicemente quello di avere un corpo esteticamente in forma, scolpito e aderente agli standard di moda attuali, allora continuare ad allenarti in palestra con esercizi ripetitivi può avere senso. Nulla da eccepire.
Ma se invece ti ritrovi in una di queste situazioni:
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Sollevo pesi perché mi dicono che "fa bene", ma il benessere vero stenta ad arrivare
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Mi alleno in palestra perché non so cos’altro fare, ma mi annoio o mi sento forzato
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Eseguo esercizi che mi sembrano imposti, senza comprenderne davvero il senso
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Vorrei potermi muovere ovunque, in modo naturale, senza dipendere da palestre o attrezzi
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Cerco un modo di muovermi che mi faccia stare bene non solo mentre mi alleno, ma in ogni momento della vita quotidiana
...allora forse è il momento di uscire dalla logica del fitness estetico.
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Attraverso le pratiche di Movimento e Metodo Feldenkrais, puoi imparare a muoverti con più fluidità, leggerezza e intelligenza. Non per apparire, ma per sentire meglio il tuo corpo, per vivere con piacere e funzionalità in ogni gesto, ogni giorno.Inizia ad ascoltare il tuo corpo, invece di volerlo cambiare. Sviluppa un corpo più agile, presente, funzionale — capace di rispondere davvero a ciò che fai, dentro e fuori dalla palestra. Non (solo) per apparire, ma per sentire. Per vivere meglio il tuo corpo, ogni giorno.
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