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Non ci manca mobilità, ci manca la capacità di smettere di creare tensioni

Agnese lezione Feldenkrais

Perchè lo stretching è una menzogna e come smettere di combattere contro il tuo stesso sistema

Molto spesso, sento le persone ripetere i soliti vecchi mantra: "Sono rigido", "Mi manca mobilità" o "Ho disperatamente bisogno di fare stretching".

Mettiamo subito in chiaro le cose: a meno che tu non stia facendo i conti con una deformità meccanica, un trauma specifico o una patologia di base, non sei nato rigido.

Guarda un qualsiasi bambino sano. È intrinsecamente mobile, adattabile e fluido. Non fa esercizi di mobilità; si muove e basta. Di conseguenza, la rigidità e l'incapacità di muoverti come un tempo non sono manifestazioni di tratti genetici ereditati. Sono caratteristiche auto-inflitte: il risultato diretto delle tue azioni quotidiane, delle tue abitudini e dei modi inconsci in cui scegli di abitare e muovere il tuo corpo.

La verità sulla rigidità: un accumulo di contrazioni inconsce

La rigidità non è uno stato permanente dei tuoi tessuti; è un accumulo di tensioni e contrazioni croniche e continue di cui sei completamente inconsapevole. E poiché non puoi sentirle, non puoi lasciarle andare.

La vera mobilità non ha nulla a che fare con il forzare aggressivamente un'articolazione ad aprirsi o un muscolo ad allungarsi; non c'entra niente con l'aggiungere ampiezza di movimento. Si tratta piuttosto di sottrarre, di fare meno. Si tratta di lasciare andare la resistenza muscolare non necessaria che ti sta limitando.

Ma ecco la scomoda verità però: le persone odiano ammettere di essere la causa primaria dei propri limiti e problemi. È molto più facile dare la colpa alla genetica, all'invecchiamento o a un lavoro d'ufficio. Peggio ancora, l’industria del fitness ha condizionato le persone a preferire l'approccio "no pain, no gain" rispetto a un processo di "ascolto e affinamento".

Questo è esattamente il motivo per cui il Metodo Feldenkrais non è mainstream come lo yoga o il fitness. Non ci sono grugniti drammatici, nessun verso agonizzante e nessuna smorfia durante una sessione. Non c'è alcuna gratificazione che viene dal torturare gruppi muscolari cronicamente contratti. E per molti, una pratica che richiede pura consapevolezza invece di sforzo estenuante e distratto è semplicemente troppo.

La grande bugia dello stretching muscolare

I muscoli sono binari: possono solo contrarsi (accorciarsi) e decontrarsi (allungarsi). Non possono magicamente diventare più lunghi; possono solo tornare alla loro lunghezza naturale. La credenza diffusa che lo stretching "allunghi" permanentemente un muscolo è uno dei più grandi falsi miti della cultura moderna.

Stretching Aggressivo ──> Panico del Sistema Nervoso (Riflesso da Stiramento) ──> Rigidità di Rimbalzo

Il modo in cui lo stretching viene praticato quasi ovunque al giorno d’oggi è una forma di tortura auto-inflitta, sopportata con l'illusione di guadagnare flessibilità. Cosa succede in realtà? Un'ora dopo la sessione di stretching, il tuo corpo torna rigido, esattamente come quando hai iniziato, e devi ricominciare da capo, ancora e ancora.

Perché? Perché tirare un muscolo teso è un vero e proprio assalto contro una parte del corpo che è già in difficoltà. Quando un muscolo è cronicamente contratto, è perché il tuo sistema nervoso sta creando quella tensione. Lo stretching fatto senza presenza e consapevolezza innesca il riflesso da stiramento: un meccanismo di protezione che spinge il cervello a bloccare il muscolo ancora di più per prevenire lesioni. Stai combattendo contro il tuo stesso sistema nervoso, e perderai.

La vera mobilità richiede più tempo per essere coltivata, ma resta con te per sempre. Perché non si tratta di condizionare i tessuti, ma di cambiare il modo in cui ti percepisci e ti muovi. Corpi flessibili non possono essere abitati da menti rigide.

Efficienza neuromuscolare: fare meno è davvero di più

L'unico modo sostenibile per ritrovare la tua naturale adattabilità e libertà di movimento è attraverso la rieducazione neuromuscolare e sensoriale. Devi prestare attenzione a come ti muovi e a come ti usi nella vita quotidiana. Devi scoprire dove, come e quando stai contraendo eccessivamente, identificare quelle tensioni inutili e ridurle gradualmente.

Nell'educazione somatica, il meno è sempre più.

Questo è ciò che facciamo con le lezioni di Feldenkrais Consapevolezza Attraverso il Movimento (CAM): non spingiamo, non tiriamo e non sforziamo. Ti guidiamo a muoverti lentamente e dolcemente. Questa deliberata riduzione dello sforzo non è pigrizia: è una strategia. Rallentando, abbassi il rumore di fondo del tuo sistema nervoso, permettendoti di:

  • Riconoscere le tue abitudini
  • Sentire i momenti in cui stai facendo troppo (o troppo poco)
  • Regolare i tuoi schemi in modo che l'intero sistema strutturale partecipi in maniera organica

Smetti di cercare di forzare il tuo corpo alla flessibilità. La vera mobilità non è una battaglia da vincere; è un'ottimizzazione dell'uso di sé.

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